Quale migliore strategia per il forex trading?

Una strategia nell’ambito di un qualsiasi tipo di investimento deve possedere alcune caratteristiche fondamentali: per prima cosa deve essere “vincente” e in questo senso no si intende nel senso che debba essere infallibile in quanto nessuna strategia lo è, ma deve permettere di ottenere le performance positive in misura maggiore rispetto a quelle negative, massimizzando i guadagni e riducendo le perdite; questo porta a un’altra importante caratteristica, ovvero che deve essere flessibile così da permettere la gestione delle situazioni critiche; inoltre una strategia deve essere facilmente attuabile per colui che la definisce e costruisce intorno a essa il proprio piano operativo.

In più quando si tratta di forex trading bisogna scegliere la strategia anche in funzione delle proprie caratteristiche personali e da questo punto di vista bisogna valutare, la propria personalità e la capacità di resistere a situazioni che mettono sotto pressione e al tempo che si può destinare al forex sia per quanto riguarda lo studio e la definizione di strategie che la fase operativa in senso più stretto. Ovviamente la scelta ella strategia dipende anche dal livello di conoscenza più o meno approfondito raggiunto e il livello di esperienza maturato.

Ma c’è anche un ultimo aspetto che non sempre viene valutato bene , ovvero quello egli strumenti che il broker forex mette a disposizione per supportare la fase di definizione della strategia e di operatività in senso stretto.

 

Forex: calendario macro Usa

Il calendario delle principali notizie macro economiche della giornata mette a disposizione informazione  dati che potranno cambiare gli equilibri caratterizzate da un certo grado di incertezza, come dimostrato nelle più recenti sedute. Inoltre alle ore 15, ora italiana, verrà diffuso il dato su il Conference Board che pubblica il suo superindice

Per quanto riguarda gli Indicatori macroeconomici USA, gli orari e i relativi dati saranno i seguenti:

alle ore 13:30 sarà comunicato il dato sulle richieste di sussidi alla disoccupazione (Jobless Claims) relativi alla settimana terminata il 16.03 dove il dato precedente è di 345.000 richieste mentre le attese sono di 332.000;
alle ore 14:00 sarà invece il turno del dato sull’Indice FHFA sui prezzi delle case (FHFA Housing Price Index) relativi al mese di Gennaio;
alle ore 15:00 sarà comunicato il dato ufficiale sulla Philadelphia Fed Index del mese di Marzo con dato precedente pari a  -3,0 mentre le attese parlano di un dato molto in calo pari a -12,5;
alle ore 15:00i dati che saranno resi noti riguardano la Leading Indicators (Superindice) relativo al mese di Febbraio con il dato precedente fissato a 0,5% mentre le attese degli esperti si fermano a 0,2%;
alle ore 15:00 sarà il turno di uno dei dati più importanti, quello relativo alle Vendite di case esistenti (Existing Home Sales) sempre del mese di Febbraio con il dato precedente che si era posizionato a 5,0 milioni mentre le attese degli esperti si concentrano sui 4,92 milioni di unità vendute.

 

Notizie Forex: euro sotto pressione

L’ultimo vertice dei leader dell’eurozona è stato all’insegna delle tensioni e della preoccupazioni. Il fronte francese e quello tedesco sono entrati in collisione e le posizioni contrapposte sono diventate ormai evidenti, con la francia che è diventata il simbolo dei Paesi del sud dell’Europa, contrari alla politica dell’austerità, che ne sta minacciando pesantemente le economie, mentre la germania è il simbolo dei paesi del nord fautori dell’austerità ad ogni costo. Le preoccupazioni riguardano la situazione dell’Italia che al di là delle dichiarazioni ottimistiche anche del leader uscente Mario Monti, minacciano la stabilità dell’Europa.

In Italia i segnali delle politiche fallimentari eccessivamente austere sono evidenti anche dopo l’ultimo dato sullo stato del debito pubblico che è tornato a salire, sfondando nuovamente il tetto dei 2000 miliardi, raggiungendo in più un nuovo record, arrivando a quota 2.022,7 miliardi di euro. Ma a pesare tra le voci di spesa c’è stato proprio il contributo che l’Italia ha versato al Fondo salva stati, del quale non ha beneficiato e nei confronti del quale è stato tra i primi finanziatori.

Tutto questo nonostante il Fisco, abbia visto crescere le entrate nel mese di gennaio 2013 per un ulteriore +2,3%, e fino all’importo di 34 miliardi di euro (il dato è su base annuale e si riferisce alle entrate dell’anno precedente sempre nel mese di gennaio). Intanto arriva un altro dato poco rassicurante dall’unica agenzia di rating non pienamente americana, ovvero l’agenzia di rating Fitch che ha ulteriormente  rivisto le stime di crescita del PIL sia per l’Eurozona che per gli Stati uniti. ma sarà soprattutto la zona euro a dover fare i conti con una contrazione del Pil, pari allo 0,5% per il 2013, mentre la ripresa ci dovrebbe essere dal 2014 con una crescita del1%.la disoccupazione continuerà però a salire.

Xemarkets: un nuovo Forex Broker con autorizzazione Consob

Lo sviluppo e la diffusione del trading forex in Italia ha spinto un elevato numero di broker a farvi il loro ingresso. Tuttavia la normativa non è proprio andata di pari passo in quanto, mentre per la maggior parte degli investimenti in strumenti finanziari ci sono una lunga serie di autorizzazioni di cui bisogna usufruire compresa quella della Consob che rappresenta la massima autorità in questo senso, per il forex non è così. Per i broker del trading forex basta che abbiano ottenuto l’autorizzazione dall’autorità competente del loro Paese di origine per poter operare in modo perfettamente legale anche in Italia. Il problema potrebbe sorgere solo in caso di contenzioso.

In ogni caso tra le piattaforme che si sono recentemente affermate in Italia anche è la Xemarkets, che ha ottenuto anche l’autorizzazione da parte della Consob, e che prevede una serie di ottime opzioni. oltre al forex consente di tradare anche su materie prime come petrolio e metalli preziosi, indici azionari e e CDF. Ottimo anche il pacchetto di bonus di benvenuto con un bonus pari al 100% del primo versamento, con un massimo di 3 mila euro settimanali e 30 mila euro complessivi, accompagnato da un bonus fedeltà ricorrente.

Ottima la possibilità di poter accedere a tantissime piattaforme che comunque partono dalla Meta Trad 4, e i tanti metodi di pagamento che possono essere sfruttati. Gli spread partono da 1 pip per le valute principali, e la possibilità di poter scegliere tra tre tipi di conto differenti, con tante caratteristiche particolari, come la partenza di un deposito minimo di 5$ per l’apertura del proprio conto.

 

Contro la crisi Mediolanum raddoppia i prestiti e i mutui

Se si incontrano difficoltà con la propria banca per ottenere un mutuo o un finanziamento, semplicemente perché la politica interna ha deciso semplicemente di alzare in modo eccessiva l’asticella dei requisiti necessari per riuscire nell’intento, forse vale la pena vedere se anche per il 2013 Banca Mediolanum confermerà il trend dimostrato nel corso del 2012. A detta del suo amministratore delegato e direttore generale, infatti, banca Mediolanum ha scelto di seguire la strada opposta a quella intrapresa dalle altre banche, aumentando il numero di mutui e di prestiti che hanno ottenuto l’erogazione delle somme richieste.

In particolare Massimo Doris, ha voluto sottolineare che “nonostante il periodo banca abbiamo fatto il nostro dovere. Noi ci rivolgiamo principalmente al risparmiatore privato e in questo campo l’erogazione mutui nel 2012 è stata quasi del 100% in più rispetto al 2011, a fronte di un dato generale che vede un calo del -50%. Anche nel mercato dei prestiti a fronte di un -30% come dato generale noi abbiamo erogato invece il doppio”. In più è stata intrapresa un’altra strada quella dell’erogazione dei prestiti anche al settore delle piccole e medie imprese,, ancora più messe alle strette dalla crisi, che nel caso specifico, secondo Doris,  ”è iniziata molto bene anche a favore delle piccole e medie imprese, con 100 milioni di euro di plafond utilizzati nel 2012″.Insomma un sostegno dal credito un po per tutti, e si tratta di  ”Un dato importante  se si considera che noi siamo strutturati per seguire il risparmiatore e le famiglie e non le aziende”.

Ancora in salita il tasso sui mutui: a gennaio ulteriore aumento

Non solo in Italia il costo di un mutuo, destinato all’acquisto dell’abitazione principale, costa mediamente molto di più rispetto a quello che devono sostenere le famiglie dei vari altri stati membri della Ue, ma a peggiorare la situazione ci sono una nuova stretta creditizia e un nuovo aumento del tasso di interesse applicato dalle banche italiane. Quindi oltre a dover percorrere una strada piena di ostacoli e poche possibilità di successo, si va anche incontro a un incremento del gap o differenziale rispetto alla media europea.

A dirlo è la stessa associazione bancaria, Abi, che ha rilasciato i dati ufficiali del mese di gennaio 2013, attraverso il bollettino mensile. In particolare, nel complesso per l’erogazione dei finanziamenti c’è stata una ulteriore contrazione del 3,3% rispetto alla contrazione che a dicembre 2012 era stata del 2,5% (questa contrazione è la più ampia da due anni a questa parte).

In più a gennaio, il tasso medio applicato ai mutui destinati per l’acquisto di un immobile, sulle richieste delle famiglie, è salito dal 3,70%, al 3,75%, dove predomina soprattutto la corsa al tasso fisso (cresciuta di oltre tre punti percentuali come quota complessiva sul mercato dei mutui). Una situazione che al momento non sembra trovare soluzione, di fronte alle banche che da parte loro, come aziende in difficoltà, stanno tagliando posti di lavoro e chiudendo agenzie.

Quello che è evidente è che la crisi non è per nulla alle spalle, e che coloro che vogliono ottenere delle condizioni migliori, devono ingegnarsi per rivolgere la propria attenzione sulle banche di matriec europea, nella speranza di una concorrenza libera e non condizionata da logiche di cartello.

 

La crisi della Mps non avvantaggerà i debitori

Un nuovo gigante della finanzia come la banca Monte dei Paschi di Siena è stata messa in seria difficoltà da investimenti avventati nei confronti dei derivati, dimostrando ancora una volta la grande fragilità delle fondamenta stesse del sistema finanziario in generale. Ciò che invece continua a mostrarsi solido è il sistema su cui si fonda il credito, perché ancora una volta si deve ribadire che anche nel caso di fallimento di un creditore, i debitori non vengono liberati dall’obbligo di far fronte agli impegni assunti con il contratto di finanziamento.

Un aspetto che non dovrà sfuggire ai soggetti che hanno un contratto di finanziamento o di mutuo nei confronti della Mps, in quanto si troveranno a dover proseguire semplicemente nel piano di ammortamento, fino al suo esaurimento. Ciò anche nel caso in cui la Mps dovesse dare default, proseguendo i pagamenti nei confronti dei creditori della banca stessa, che non potrebbero cambiare comunque le condizioni del contratto. Il discorso varia solo per le aperture di conto corrente e i fidi, in quanto nel contratto stesso è previsto che la banca possa in qualsiasi momento recedere dal contratto o variare le condizioni con pochissimo anticipo.

Invece coloro che hanno la posizione di creditori, in quanto hanno depositi presso la banca, se sono titolari di conti correnti, e depositi in conto, o anche libretti di risparmio, fino a poco più di 100 mila euro potranno stare tranquilli perché in caso di default si potrebbe attingere al Fondo interbancario di tutela dei depositi. Ma c’è nemmeno bisogno di dire che un’ipotesi di default è praticamente impossibile così come ha dimostrato il governo, che in un momento in cui si tagliano fondi ovunque per mancanza di soldi, ha deciso di acquistare per oltre tre miliardi di euro, obbligazioni della Mps a copertura di una gran parte del buco che è stato scoperto.

 

Crisi e Bce: cosa accadrà ai tassi dei mutui?

Il primo giovedì di ogni mese costituisce un appuntamento molto importante per coloro che hanno mutui a tasso variabile, in quanto le decisioni del direttivo della banca centrale europea può con una sola delibera aumentare in modo molto pesante i tassi pagati (con aumenti tra lo 0,25% e lo 0,50%). Allora che cosa aspettarsi mentre la crisi non accenna a passare ed anzi si è acutizzata in alcuni Paesi come ad esempio la Spagna.

Non dovrebbero esserci grandi cambiamenti, in quanto le attese degli analisti si orientano praticamente all’unanimità verso una decisione che lasci i tassi invariati, ovvero fermi allo 0,75%. Tuttavia il discorso cambia leggermente se ci si sposta vero le operazioni di restituzione della valanga di soldi prestati poco più di un anno fa con la prima Ltro, con il rimborso del prestito (tasso pattuito all’epoca pari all’1%). Quindi anche chi ha un mutuo a tasso variabile indicizzato all’euribor potrà starsene tranquillo che i tassi non cambieranno?

No, perché la restituzione dei prestiti porterà a un cambiamento, con ogni probabilità verso rialzi, dell’euribor in funzione delle varie scadenza, un cambiamento ancora più accentuato dal fatto che sono diverse le banche che hanno cominciato ad uscire da questo sistema (dell’euribor appunto). Quindi nei prossimi mesi un incremento dei tassi variabili si avvertirà inevitabilmente. Di contro, con la resistenza della Germania che vuole un euro forte ad ogni costo è vano sperare che tutto questo venga compensato da una riduzione di 0,25% del tasso Bce che compenserebbe ampiamente queste variazioni in salita.

 

Forex: Zulutrade e la nuova eToro che hanno di diverso?

Zulutrade rappresenta una nuova realtà nel mondo del Forex trading avendo introdotto un modo alternativo di effettuare investimenti nel mercato valutario, fungendo sempre come broker, ovvero come intermediario, ma principalmente tra i vari investitori, soprattutto i piccoli, e i grandi investitori, ovvero coloro che gestiscono elevati volumi di denaro e transazioni (diverse decine di milioni fino a diverse centinaia).Zulutrade è specializzato nel tracciamento delle operazioni eseguite dai grandi investitori, che possono esse quindi replicate senza problemi da quelli piccoli: mantiene in memoria le varie operazioni, per cui, confrontando queste operazioni con quanto voluto (ma anche che possa essere fattibile) dai vari investitori, si passa poi all’operatività vera e propria.

In particolare per chi investe non c’è più la necessità di definire proprie strategie decidere quale tipo di operazione o informazione può essere performante e poi agire in prima persona, ma basta, anche con una formazione e tempo dedicato all’investimento notevolmente inferiore, semplicemente decidere a quali grandi si vuole seguire l’esempio, in che misura (l’investimento che si vuole fare) ed il gioco per il resto è fatto.

eToro invece è passato da piattaforma classica a social network del Forex, specializzato nel mettere insieme, a confronto o in collaborazione, l’esperienza di tutti coloro ce entrano a far parte della comunità. Le persone dotate di maggiore capacità ed esperienza possono metterla a disposizione come Guru. E per ognuno è previsto ovviamente un relativo vantaggio. Il cambio dalla precedente veste a quella attuale è stato notevole e può anche spaesare nelle fasi iniziali.

 

Investimenti: quali alternative per il 2013?

I libretti di risparmio e la maggior parte di conti deposito hanno liquidato gli interessi spettanti per l’anno precedente, secondo le condizioni stabilite dai contratti, con tassi che non sono stati eccezionali, ma mediamente più alti rispetto al biennio precedente. L ragione è da imputare all’impennata dei tassi dei Bot, che funzionano come cartina al tornasole per la definizione dei tassi, perché abbiano un certo appeal tra gli investitori più prudenti.

Tuttavia sono molti coloro che non si sono ancora resi conto che i tassi di interesse che verranno pagati sulle giacenze dei prossimi mesi saranno notevolmente più bassi, anche in questo caso, a causa del forte abbassamento del tasso applicato su vari bot. Diventa quindi necessario sapersi muovere per cercare di sfruttare le occasioni, sempre più esigue, offerte dal mercato.

E’ inutile riferirsi a tipologie di investimento più rischiose, come accade per obbligazioni o azioni, ma rimanendo sullo stesso target di investimenti, la scelta passa dai libretti di risparmio postali, che tornano a un 1% lordo, a conti deposito promozionali che per almeno un periodo di tempo garantiscono dei tassi leggermente più elevati, prediligendo quelli vincolati, con tassi che possono raggiungere anche il 2% lordo. Nulla di esaltante, ma comunque più vicini alla copertura del tasso di inflazione, per cui viene rallentato il processo di erosione del capitale determinato da una riduzione del potere di acquisto.

Le banche ancora non si sbilanciano in offerte particolari, per cui bisognerà avere pazienza ancora per qualche settimana, quando con le prese di profitto la situazione dovrebbe diventare molto più chiara.